L’articolo in breve
- Gli agenti AI introducono un nuovo modo di interagire con il software enterprise, che deve essere progettato anche per sistemi intelligenti.
- Dati, funzionalità e regole devono essere strutturati in modo chiaro per supportare queste nuove modalità di utilizzo.
- Sicurezza, controllo e governance sono fondamentali per definire autonomia e confini operativi degli agenti.
- L’Agent Experience amplia la prospettiva della progettazione, considerando anche il modo in cui gli agenti AI comprendono e utilizzano il software.
- Persone e agenti AI collaboreranno all’interno degli stessi processi, con ruoli e livelli di autonomia differenti.
- La sfida sarà bilanciare automazione, autonomia e controllo, mantenendo continuità e governabilità dei processi.
I software enterprise, ideati per aiutare le imprese a gestire attività complesse, sono da sempre progettati per supportare il lavoro delle persone: organizzano informazioni, guidano attività operative e collegano processi, utenti e sistemi differenti. Nel tempo, la progettazione si è evoluta per migliorare l’esperienza d’uso, integrare applicazioni e rendere più rapide ed efficaci le attività aziendali.
Gli agenti AI introducono però una nuova modalità di interazione con il software. Le applicazioni non devono più essere progettate soltanto per essere utilizzate dalle persone, ma anche per essere comprese e utilizzate da sistemi intelligenti capaci di interagire con dati, funzionalità e processi.
Questo significa ripensare alcuni principi alla base del software enterprise. Un agente AI, infatti, può operare in modo affidabile solo se il sistema con cui interagisce rende chiare le proprie funzionalità, le regole che governano i processi, i dati disponibili e i limiti entro cui può agire.
Il software diventa quindi parte di un ecosistema in cui persone, applicazioni e agenti AI collaborano all’interno degli stessi processi. Per le aziende, la sfida non consiste soltanto nell’integrare nuove tecnologie, ma nel progettare piattaforme capaci di offrire maggiore flessibilità e automazione mantenendo sicurezza, controllo e continuità operativa.
Indice degli argomenti
Perché il software enterprise deve essere progettato per integrare gli agenti AI
Un software enterprise efficace deve mettere a disposizione delle funzioni, organizzare processi, informazioni e regole in modo coerente con gli obiettivi dell’organizzazione.
Nel modello tradizionale, molte conoscenze necessarie per utilizzare un’applicazione sono affidate all’esperienza delle persone. Un operatore comprende il significato di una schermata, riconosce un passaggio di processo o interpreta un’informazione anche quando alcuni elementi rimangono impliciti.
Quando il software viene utilizzato anche da sistemi intelligenti, questa conoscenza deve essere resa più esplicita. Infatti, un agente AI può operare all’interno di un processo soltanto se il sistema con cui interagisce mette a disposizione informazioni chiare sulle proprie capacità, sulle condizioni operative e sui risultati delle attività svolte.
Questo rende ancora più importanti alcuni aspetti della progettazione, come:
- strutture dati coerenti,
- servizi accessibili,
- regole definite,
- modalità di integrazione affidabili.
Il focus della progettazione si sposta quindi verso la costruzione di software in cui dati, funzionalità e regole operative siano strutturati e resi accessibili in modo chiaro.
Agenti AI nel software enterprise e il ruolo della sicurezza
In ciascuna impresa, ogni evoluzione tecnologica deve confrontarsi con esigenze di sicurezza, continuità operativa e governance.
Gli agenti AI possono supportare attività diverse, dalla ricerca di informazioni all’esecuzione di operazioni all’interno dei sistemi aziendali. Il loro valore dipende però dalla capacità dell’organizzazione di definire con chiarezza in quali processi possono intervenire, quali informazioni possono utilizzare e quali attività richiedono supervisione.
Una piattaforma progettata per integrare agenti AI deve quindi mantenere un equilibrio tra flessibilità e controllo. Deve permettere nuove modalità operative senza introdurre complessità difficili da gestire o ridurre la visibilità sui processi.
È un principio che riguarda da sempre il software enterprise: l’innovazione genera valore quando riesce a integrarsi in modo affidabile con le esigenze reali del business.
Agent Experience (AX): cosa significa progettare software per gli agenti AI
In questo contesto si inserisce anche il concetto di Agent Experience (AX), approfondito nell’articolo Agent Experience (AX): cos’è e perché oggi serve una UX per gli agenti AI della rubrica LinkedIn Pragmaticamente curata da Federico Bonelli, CEO di RES IT.
L’Agent Experience rappresenta l’attenzione progettuale necessaria per rendere un’applicazione efficace anche quando ad interagire con essa sono sistemi intelligenti.
Il concetto amplia la prospettiva della User Experience. La progettazione riguarda sia il modo in cui una persona utilizza un’interfaccia, sia il modo in cui un agente può comprendere le funzionalità disponibili, utilizzare gli strumenti corretti e operare all’interno di vincoli definiti.
Questo approccio coinvolge diversi livelli del software, dall’architettura applicativa alla gestione dei dati, dai meccanismi di autorizzazione alla tracciabilità delle operazioni.
L’Agent Experience diventa quindi una conseguenza naturale di un principio più ampio: un software progettato per evolvere deve essere costruito con una struttura chiara, capace di adattarsi a nuove modalità di utilizzo.
Il futuro del software enterprise: piattaforme più integrate e adattabili
Le piattaforme enterprise continueranno a supportare il lavoro delle persone, integrando progressivamente nuovi strumenti capaci di interagire con dati, processi e funzionalità applicative.
Persone e agenti AI possono interagire con gli stessi sistemi, ma con modalità e livelli di autonomia differenti. Gli agenti potranno supportare attività operative, analizzare informazioni ed eseguire azioni definite all’interno di confini stabiliti, mentre le persone continueranno ad avere un ruolo centrale nelle attività che richiedono valutazione, responsabilità e supervisione.
È possibile che anche le interfacce destinate agli utenti umani cambino funzione nel tempo. Accanto alle attività operative quotidiane, potrebbero diventare sempre più strumenti di controllo, verifica e approvazione dei risultati prodotti dai sistemi.
Gli agenti AI, invece, potrebbero interagire con il software attraverso modalità progettate per accedere a funzionalità e informazioni in modo strutturato, senza necessariamente replicare gli stessi meccanismi di approvazione pensati per le persone.
Per il software enterprise questa evoluzione apre una nuova area di progettazione: definire come distribuire capacità operative, livelli di autonomia e responsabilità all’interno dei processi aziendali, mantenendo sicurezza, continuità e governabilità.
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